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RICERCA per INDICE H
di Daniele Checchi e Tullio Jappelli
Scuola e Università

La valutazione della ricerca avrà sempre più risvolti concreti, perché una parte delle risorse pubbliche sarà attribuita sulla base dei risultati conseguiti da ciascun ateneo. Tutti gli indici bibliometrici hanno ovviamente il limite di esprimere in modo estremamente sintetico l'attività di un ricercatore. Tuttavia, si può provare a utilizzare l'indice h fondato sull'impatto dei risultati conseguiti dai docenti di una università o facoltà. Ecco la classifica per atenei e settori disciplinari, se si considerano le pubblicazioni dei professori ordinari di Economia.[continua]  


SI FA PRESTO A DIRE BONUS
di Massimo Baldini e Simone Pellegrino
Povertà - Conti Pubblici

Social card e bonus sembrano ben centrati a favore delle famiglie più povere. Le due misure consentono di ridurre la disuguaglianza in modo apprezzabile: l'indice di Gini del reddito disponibile familiare equivalente passa da 30,99 a 30,59. Ed è il Sud a trarne maggior beneficio. Il bonus appare però come una inutile e temporanea duplicazione dell'assegno al nucleo familiare. Mentre la social card da sola non può essere una adeguata forma di contrasto alle povertà più gravi. La risposta migliore resta il reddito minimo di inserimento. [continua]


SALARI PIù ALTI PER LA LOCOMOTIVA GERMANIA
di Wendy Carlin

La GERMANIA affronta meglio di altri paesi la crisi finanziaria: non deve fare i conti con una bolla immobiliare né con famiglie troppo indebitate. La cogestione ha permesso alle imprese tedesche di ristrutturarsi e il paese ha fondato la sua più recente crescita su moderazione salariale ed esportazioni. Il rovescio della medaglia sono i consumi privati bassissimi. Il governo tedesco deve perciò intervenire con misure incisive e rapide per sostenere la domanda interna. Servono aumenti dei salari, ma anche politiche di bilancio permanenti, indirizzate alle famiglie più povere. [continua]



Burocrazia europea e credibilità italiana
di Giuseppe Pisauro

EUROSTAT non ha convalidato i dati su disavanzo e debito pubblico resi noti dall'ISTAT. E' una vicenda molto preoccupante per la passibilità concreta di una violazione del Patto di stabilità europeo negli ultimi due anni e per la credibilità dell'Italia di fronte ai partner europei e ai mercati. Il divario tra indebitamento (di competenza) e fabbisogno (di cassa) della Pubblica amministrazione potrebbe alla lunga far nascere il sospetto che si tratti di un tentativo italiano di addomesticare i conti. Forse varrebbe anche la pena di ripensare allo status di indipendenza dell'ISTAT  [continua]



FONTE:
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